Perché l’energia in Europa costa più che in America?
Soprattutto per il gas: nel 2025 in Europa costava 3,4 volte il prezzo americano, e il gas fissa spesso il prezzo dell’elettricità.
Il resto viene a cascata. Le imprese europee pagano l’elettricità circa il doppio di quelle americane, e in Italia ancora di più. Le cause sono quattro: la geologia, il modo in cui funziona il mercato elettrico, le tasse e la frammentazione delle reti. Solo la prima è un destino.
Quanto di più
Nel 2025 il gas sul mercato europeo è costato in media 11,96 dollari per milione di BTU, l’unità con cui si misura il suo contenuto energetico; negli Stati Uniti 3,53. Nel 2024 il rapporto era di cinque a uno, e nel terzo trimestre del 2026, con i prezzi di nuovo in salita, ha toccato 7,5 a uno.
Sull’elettricità i confronti sono meno precisi, perché Eurostat e l’agenzia americana per l’energia misurano categorie di clienti diverse. L’ordine di grandezza, però, è chiaro. Un’impresa europea di taglia media ha pagato nel 2025 circa 16 centesimi di euro al kWh, IVA esclusa: circa 2,1 volte il prezzo medio dell’industria americana. In Italia il rapporto sale a circa 2,6. Per le famiglie europee il rapporto è intorno a 1,9, per quelle italiane intorno a 2. Il rapporto Draghi del 2024 parlava di elettricità da due a tre volte più cara e di gas da quattro a cinque volte; la Commissione, a febbraio 2025, di elettricità industriale a 2,2 volte il prezzo americano.
La geologia
Gli Stati Uniti hanno il gas sotto i piedi. Negli ultimi anni ne sono diventati il primo esportatore mondiale in forma liquefatta, con il 26% delle esportazioni globali nel 2025. L’Europa, invece, importa: nel 2024 dall’estero arrivava l’85% del gas consumato nell’Unione e il 95% di quello consumato in Italia.
Il gas liquefatto, sempre più spesso, ce lo vendono proprio gli americani: nel 2025 il 58% di quello importato nell’Unione veniva dagli Stati Uniti. Per arrivare da noi va liquefatto, caricato su una nave, portato oltre l’oceano e rigassificato, e il prezzo europeo comprende tutti questi passaggi. Le rotte del gas italiano sono in Da dove arriva il gas che usiamo in Italia?
Il mercato elettrico
Sul mercato all’ingrosso il prezzo dell’elettricità lo fissa, ora per ora, l’ultima centrale necessaria a coprire la domanda, e in Europa è spesso una centrale a gas: lo dice l’ACER, l’agenzia europea dei regolatori, e secondo la Commissione il gas resterà il principale fattore di prezzo anche nei prossimi anni. In Italia le centrali a gas hanno fissato il prezzo nel 52,5% delle ore del 2025. Come questo arriva in bolletta lo racconta Perché l’elettricità in Italia costa così tanto?
Tasse e carbonio
Senza tasse il divario si riduce, ma resta: per le imprese europee il rapporto con gli Stati Uniti scende da circa 2,1 a circa 1,8 volte. Per le famiglie europee tasse e oneri valevano in media il 28,9% del prezzo nel secondo semestre del 2025. In più le centrali a combustibili fossili pagano per le loro emissioni di CO2: nel 2025 una quota di emissione è costata intorno ai 74 euro a tonnellata nelle aste tedesche. È un costo voluto, per spingere verso fonti pulite, e oggi finisce anche in bolletta.
Le reti
L’ultima causa è la più europea di tutte. Un mercato dell’energia funziona tanto meglio quanto più è grande: se in Spagna c’è sole e in Danimarca vento, l’elettricità dovrebbe poter viaggiare fin dove serve. L’Unione si è data l’obiettivo di collegare entro il 2030 almeno il 15% della capacità elettrica di ogni paese con quella dei vicini. L’Italia è intorno al 5%.
Che cosa si può cambiare
La geologia non si cambia. Tutto il resto sì. Il piano europeo per l’energia a prezzi accessibili, presentato a febbraio 2025, punta su più interconnessioni, contratti di lungo periodo tra produttori di energia pulita e industria, nuovo nucleare e acquisti di gas in comune. Il ritorno del nucleare in Italia, per ora solo sulla carta, è in Il nucleare torna in Italia?
Le reti tra paesi restano strette, e il gas si compra ancora quasi sempre paese per paese. Un continente che comprasse e trasportasse energia come un solo mercato resterebbe senza i giacimenti americani. Pagherebbe però meno di oggi il fatto di non averli.
Domande frequenti
Quanto costa l’elettricità in Europa rispetto agli Stati Uniti?
Circa il doppio. Nel 2025 un’impresa media europea pagava l’elettricità, IVA esclusa, intorno ai 16 centesimi di euro al kWh, circa 2,1 volte la media industriale americana; in Italia circa 2,6 volte. Per le famiglie il rapporto è di circa 1,9 volte, 2 in Italia. Sono confronti indicativi, perché le categorie di consumo non coincidono.
Perché il gas costa meno in America?
Perché gli Stati Uniti ce l’hanno in casa e ne sono diventati il primo esportatore mondiale sotto forma di gas liquefatto. L’Europa lo importa quasi tutto: nel 2024 l’85% del gas consumato nell’Unione veniva dall’estero, il 95% in Italia. Nel 2025 il gas in Europa costava 3,4 volte il prezzo americano.
L’America compra il gas dall’Europa o il contrario?
Il contrario. Nel 2025 il 58% del gas liquefatto importato nell’Unione europea veniva dagli Stati Uniti, secondo la Commissione; la Russia valeva ancora il 13,9% del valore di quelle importazioni. Il gas liquefatto è solo una parte degli acquisti europei: il resto arriva via gasdotto.
L’Italia paga l’energia più degli altri europei?
Sì, soprattutto le imprese. Nel 2025 le imprese italiane di taglia media hanno pagato l’elettricità circa il 23% più della media europea, IVA esclusa, le famiglie circa l’8% in più. Non è il caso peggiore: per le famiglie la Germania è più cara, con circa 38 centesimi al kWh contro i 31 dell’Italia.
Che cosa sta facendo l’Europa per abbassare i prezzi?
Con il piano per l’energia a prezzi accessibili del febbraio 2025 punta su più reti tra paesi, contratti di lungo periodo con i produttori di energia pulita, nuovo nucleare e acquisti di gas in comune. L’obiettivo è collegare entro il 2030 almeno il 15% della capacità elettrica di ogni paese con i vicini; l’Italia è intorno al 5%.