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Chi era Altiero Spinelli?

Altiero Spinelli (1907–1986) scrisse il Manifesto di Ventotene da prigioniero del fascismo e dedicò la vita alla federazione europea, fino al progetto del 1984.

L’edificio principale del Parlamento europeo a Bruxelles porta il suo nome. Lo Stato in cui era nato lo aveva condannato, a diciannove anni, a sedici anni e otto mesi di reclusione. Tra i due fatti stanno sedici anni da recluso e più di quaranta passati a costruire, con gli strumenti meno romantici che la politica conosca, l’unità del continente.

Sedici anni e otto mesi

Spinelli nacque a Roma il 31 agosto 1907 ed entrò nel partito comunista da liceale, nel 1924. La polizia lo arrestò a Milano il 3 giugno 1927, mentre la dittatura chiudeva le ultime porte; il Tribunale speciale per la difesa dello Stato lo condannò a sedici anni e otto mesi per ricostituzione del partito e propaganda sovversiva. Ne scontò quasi dieci nelle carceri di Lucca, Viterbo e Civitavecchia. Seguì il confino, la vita sorvegliata su un’isola che il regime riservava agli oppositori giudicati pericolosi anche a pena finita: prima Ponza, poi Ventotene.

In quegli anni fece la cosa che ai militanti riesce peggio: cambiò idea. Lo stalinismo, guardato da una cella italiana, gli divenne inaccettabile; la rottura con il partito fu definitiva, e Spinelli attraversò il resto della pena da uomo politicamente solo.

Ventotene

Al confino, nel giugno 1941, scrisse con Ernesto Rossi «Per un’Europa libera e unita», il testo passato alla storia come Manifesto di Ventotene. La diagnosi: gli Stati nazionali pienamente sovrani tornano periodicamente a farsi la guerra, e vincere Hitler senza cambiare il sistema prepara il ciclo successivo. La proposta: una federazione europea, primo compito del dopoguerra. Cosa dice davvero il testo, come uscì dall’isola ricopiato su cartine per sigarette e perché se ne discute ancora oggi è raccontato nella pagina sul Manifesto di Ventotene.

Alla vita di Spinelli quelle cartine portarono anche altro: Ursula Hirschmann, l’antifascista berlinese che le trasportò sul continente, divenne nel 1945 sua moglie.

Liberato dopo la caduta di Mussolini, nell’agosto 1943, scese dall’isola e fondò a Milano, quello stesso mese, il Movimento Federalista Europeo. Dopo sedici anni di pena, la sua vita pubblica cominciava da capo a trentacinque anni.

Le porte chiuse

Il dopoguerra dei federalisti fu una serie ordinata di sconfitte. L’Europa che prese forma negli anni Cinquanta scelse la strada economica: il carbone e l’acciaio nel 1951, il mercato comune nel 1957. Il progetto più vicino alle idee di Spinelli, la Comunità europea di difesa con il mandato a disegnarle accanto una comunità politica, morì nel parlamento francese nell’agosto 1954, e con lei la scommessa finale di Alcide De Gasperi.

Spinelli passò quei decenni attorno alle istituzioni più che dentro: scrisse, insegnò, fece il consigliere. Nel 1970 arrivò a Bruxelles come Commissario europeo e ci restò fino al 1976. Poi accettò un seggio alla Camera da indipendente nelle liste del partito comunista, lo stesso da cui si era separato in carcere quarant’anni prima. Nel 1979, alle prime elezioni dirette del Parlamento europeo, gli elettori lo mandarono a Strasburgo. Aveva settantun anni.

La cena al Crocodile

Il Parlamento uscito da quelle elezioni aveva la legittimità del voto diretto e poteri modesti: consultivo su quasi tutto, decisivo su quasi niente. Il 9 luglio 1980 Spinelli invitò a cena, al ristorante Au Crocodile di Strasburgo, un gruppo di deputati di famiglie politiche diverse. Il Club del Coccodrillo, come fu presto chiamato, partiva da un’idea semplice: il Parlamento poteva scrivere da sé la riforma delle istituzioni, senza aspettare che i governi gliela concedessero. Dal club nacque una commissione per gli affari istituzionali, e Spinelli ne divenne il relatore.

Il 14 febbraio 1984

Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo approvò il progetto di trattato che istituisce l’Unione europea: 237 voti a favore, 31 contrari, 43 astensioni. Il relatore aveva settantasei anni. Il testo chiedeva istituzioni comuni capaci di decidere e un’assemblea eletta con poteri legislativi veri, e chiedeva ai parlamenti nazionali di ratificarlo.

Nessuno Stato lo ratificò. I governi, messi davanti a un testo completo, ne assorbirono però i pezzi negli anni successivi: l’Atto unico europeo del 1986 e il trattato di Maastricht del 1992 ripresero molto di ciò che l’aula aveva votato quel febbraio. Spinelli morì a Roma il 23 maggio 1986, pochi mesi dopo la firma dell’Atto unico.

Il nome sull’edificio

Oggi chi entra nella sede principale del Parlamento europeo a Bruxelles entra nell’edificio Altiero Spinelli. I deputati legiferano dentro un palazzo intitolato all’uomo che passò la vita a chiedere che potessero farlo.

Il fascicolo che lasciò aperto è ancora sul tavolo. Il continente discute di difesa comune e di una voce sola nel mondo, e la distanza tra le dichiarazioni e i trattati sembra, come allora, incolmabile. La biografia di Spinelli contiene il metodo con cui quella distanza si è già accorciata: un testo concreto, una maggioranza da trovare, e la pazienza di chi aveva imparato ad aspettare in luoghi molto peggiori di un’aula parlamentare.

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Domande frequenti

Cosa ha fatto Altiero Spinelli?

Scrisse al confino, nel 1941, il Manifesto di Ventotene; nel 1943 fondò a Milano il Movimento Federalista Europeo; fu Commissario europeo dal 1970 al 1976 e poi eurodeputato. Nel 1984 il Parlamento europeo approvò con 237 voti a favore il suo progetto di trattato sull’Unione.

Perché Spinelli fu arrestato dal fascismo?

Era un militante comunista. Arrestato a Milano il 3 giugno 1927, a diciannove anni, fu condannato dal Tribunale speciale a sedici anni e otto mesi per ricostituzione del partito e propaganda sovversiva. Scontò circa dieci anni di carcere e sei di confino, gli ultimi a Ventotene.

Spinelli era comunista?

Lo fu da giovane: si iscrisse al partito nel 1924 e per quella militanza finì in carcere. Durante la reclusione ruppe con il comunismo, respinto dallo stalinismo. Nel dopoguerra fu federalista europeo; alla Camera e al Parlamento europeo sedette da indipendente.

Cos’era il Club del Coccodrillo?

Un gruppo trasversale di eurodeputati federalisti riunito da Spinelli il 9 luglio 1980, dal nome del ristorante di Strasburgo Au Crocodile dove si incontrò la prima volta. Ne nacquero la commissione per gli affari istituzionali e, nel 1984, il progetto di trattato sull’Unione europea.

Cosa prevedeva il trattato Spinelli del 1984?

Il progetto di trattato che istituisce l’Unione europea, approvato dal Parlamento il 14 febbraio 1984 con 237 sì e 31 no, ridisegnava le istituzioni comuni e dava all’assemblea eletta poteri legislativi reali. Nessuno Stato lo ratificò; molti contenuti passarono però nell’Atto unico e a Maastricht.

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