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Cosa sono i Trattati di Roma?

I Trattati di Roma sono i due accordi firmati da sei paesi in Campidoglio il 25 marzo 1957: istituirono la Comunità economica europea e l’Euratom.

Da quelle firme discende, per emendamenti successivi, l’Unione europea di oggi. Il plurale è d’obbligo: i trattati erano due, più una convenzione di servizio, e conviene tenerli distinti perché hanno avuto pesi molto diversi.

Due trattati, più una convenzione

Il primo trattato istituiva la Comunità economica europea tra Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, gli stessi sei che nel 1951 avevano messo in comune carbone e acciaio. Il cuore era il mercato comune: un’unione doganale, con l’abolizione dei dazi tra i sei e una tariffa unica verso l’esterno, e la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Attorno al mercato il trattato disegnava una politica agricola comune, un Fondo sociale europeo e la Banca europea per gli investimenti. L’articolo 8 fissava il calendario: dodici anni di transizione, in tre tappe, con scadenza al 31 dicembre 1969.

Il secondo trattato istituiva l’Euratom, una comunità per sviluppare insieme l’energia nucleare civile, dalla ricerca all’approvvigionamento del combustibile ai controlli di sicurezza. Nel 1957 il nucleare sembrava il futuro dell’energia, e nessuno dei sei poteva permettersi quel futuro da solo.

Il terzo documento, una convenzione firmata lo stesso pomeriggio, evitò una moltiplicazione di apparati: le nuove comunità avrebbero condiviso con quella del carbone e dell’acciaio un’unica assemblea parlamentare, da cui discende il Parlamento europeo, e un’unica corte di giustizia.

I sei parlamenti ratificarono entro l’anno e i trattati entrarono in vigore il 1° gennaio 1958.

La sera del 25 marzo

La cerimonia si tenne verso le sei di sera nella sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori, in Campidoglio, e durò una cinquantina di minuti. Per l’Italia firmarono il presidente del Consiglio Antonio Segni e il ministro degli Esteri Gaetano Martino; in tutto le firme furono dodici, due per paese.

I volumi rilegati su cui i ministri posarono la penna erano in realtà quasi tutti fogli bianchi: la tipografia non aveva fatto in tempo a stampare il testo definitivo, uscito dai negoziati all’ultimo, e le pagine vere furono inserite dopo la cerimonia. Nessuno se ne curò. Cosa stavano firmando, i dodici lo sapevano bene.

Il percorso fino a quella sala era passato due volte per l’Italia: dopo il naufragio della comunità di difesa nel parlamento francese, nell’agosto 1954, il progetto era ripartito dalla conferenza di Messina del giugno 1955, e i testi li preparò il comitato guidato dal belga Paul-Henri Spaak. Chi fossero gli uomini attorno al tavolo, e da dove venissero, lo raccontiamo in Chi ha fondato l’Unione europea.

Il trattato CEE fu redatto in un originale unico in quattro lingue – italiano, francese, tedesco e olandese, tutte facenti ugualmente fede – e depositato negli archivi del governo italiano, che ne mandò copia certificata agli altri cinque. L’originale sta a Roma ancora oggi.

Più veloce del calendario

I dazi interni tra i sei sparirono il 1° luglio 1968, un anno e mezzo prima della scadenza che il trattato si era dato. La Gran Bretagna, rimasta fuori per scelta, cambiò idea, incassò due veti di de Gaulle ed entrò nel 1973. Da allora ventidue paesi sono arrivati allo stesso modo, presentando domanda; il mercato nato per sei copre oggi circa 450 milioni di persone.

Cosa resta in vigore oggi

Il trattato CEE non è mai stato abrogato. È stato emendato e ribattezzato: con il Trattato di Maastricht, in vigore dal 1993, la Comunità economica entrò nell’appena nata Unione europea; dal Trattato di Lisbona, nel 2009, il testo del 1957 si chiama Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Cambiano il nome e la numerazione degli articoli, l’impianto è quello firmato in Campidoglio. L’Euratom è in vigore ancora oggi con il suo nome di allora.

Il camion che passa il Brennero senza vedere una dogana e l’ingegnere italiano assunto a Monaco senza permesso di lavoro applicano, sotto altri numeri, articoli scritti per quella sera del 1957.

Le fondamenta e il resto

Il preambolo del trattato CEE si apre con i sei firmatari «determinati a porre le fondamenta di un’unione sempre più stretta fra i popoli europei». La parola scelta è fondamenta, e le fondamenta si giudicano da quello che ci si costruisce sopra. Il mercato c’è, i confini interni si attraversano senza accorgersene. La difesa comune e la voce unica verso il mondo, rimaste fuori dai trattati dopo il 1954, mancano ancora.

L’idea di un’Europa unita come primo compito del dopoguerra era stata messa per iscritto nel 1941 tra i confinati di Ventotene; sedici anni dopo, sei governi ne firmarono la prima tappa concreta nella capitale italiana. Le fondamenta del continente unito portano un indirizzo di Roma. Anche per questo, come completare l’edificio è una domanda di casa nostra.

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Domande frequenti

Cosa hanno istituito i Trattati di Roma?

Due comunità: la Comunità economica europea (CEE), cioè il mercato comune tra i sei paesi fondatori, e l’Euratom, per l’uso civile dell’energia nucleare. Una convenzione firmata lo stesso giorno diede alle comunità un’assemblea parlamentare e una corte di giustizia condivise.

Chi ha firmato i Trattati di Roma?

Sei paesi: Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, con due firme ciascuno. Per l’Italia firmarono il presidente del Consiglio Antonio Segni e il ministro degli Esteri Gaetano Martino. La Gran Bretagna restò fuori per scelta e aderì solo nel 1973.

Quando sono entrati in vigore i Trattati di Roma?

Il 1° gennaio 1958, dopo la ratifica nei parlamenti dei sei paesi firmatari. Il trattato CEE prevedeva dodici anni di transizione per completare l’unione doganale; i dazi interni sparirono il 1° luglio 1968, con un anno e mezzo di anticipo.

I Trattati di Roma sono ancora in vigore?

Sì. Il trattato CEE non è mai stato abrogato: è stato emendato e rinominato più volte, e dal Trattato di Lisbona (2009) si chiama Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. L’Euratom è in vigore ancora oggi con il suo nome del 1957.

Perché i trattati furono firmati proprio a Roma?

Il negoziato si chiuse con una cerimonia nella capitale italiana, in Campidoglio; il rilancio del progetto era passato dalla conferenza di Messina nel 1955. L’originale unico dei trattati resta depositato negli archivi del governo italiano, che ne inviò copia certificata agli altri cinque.

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