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Chi sono i contributori netti dell’UE?

I contributori netti del bilancio europeo nel 2024 erano nove: Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Austria, Irlanda, Danimarca e Finlandia.

Sono i paesi che versano al bilancio comune più di quanto ricevono. Gli altri diciotto stanno dall’altra parte. Nel 2025, secondo i nostri calcoli sui dati che la Commissione ha pubblicato a fine settembre 2026, ai nove si è aggiunta la Spagna.

La classifica

Contributo netto 2024, in milioni di euro, con il valore per abitante:

  1. Germania – 13.110 (157 euro a testa)
  2. Francia – 4.771 (69 euro)
  3. Italia – 1.612 (27 euro)
  4. Paesi Bassi – 1.486 (82 euro)
  5. Svezia – 1.004 (95 euro)
  6. Austria – 854 (93 euro)
  7. Irlanda – 701 (129 euro)
  8. Danimarca – 481 (80 euro)
  9. Finlandia – 309 (55 euro)

Nel 2025, sempre secondo i nostri calcoli, l’ordine dei primi resta simile, con cifre più alte: Germania 14.855 milioni, Francia 5.372, Italia 3.280, Paesi Bassi 3.239, Svezia 1.292, e la Spagna entra al sesto posto con 1.069. Per abitante i Paesi Bassi, con 179 euro, superano di un euro la Germania; l’Italia sale a 56 euro. I dati 2025 sono la prima pubblicazione e i redditi nazionali usati dalla Commissione sono ancora previsioni.

Dall’altra parte, nel 2024 il primo beneficiario netto in valore assoluto è stato la Grecia, con 3,5 miliardi, davanti a Polonia (2,9) e Romania (2,7). Nel 2025 la Polonia è balzata a 6,7 miliardi. In rapporto al reddito nazionale è in testa la Lettonia: nel 2024 ha ricevuto in netto il 2,6% del suo reddito nazionale lordo.

Come si fa il conto

La Commissione pubblica ogni anno i dati su quanto ogni paese versa e quanto riceve. Dall’esercizio 2019, però, non pubblica più il saldo, che cambia molto a seconda di come lo si calcola. Queste cifre seguono il metodo che la Commissione stessa usava fino al rapporto sull’esercizio 2018, applicato ai dati più recenti. Tre scelte contano.

La prima: si lasciano fuori i dazi doganali. Li riscuote il paese dove la merce entra, ma li paga spesso un importatore di un altro paese: così i Paesi Bassi incassano a Rotterdam dazi su merci destinate a Milano. La seconda: si lasciano fuori le spese amministrative, cioè gli stipendi e gli edifici delle istituzioni europee. Altrimenti il Belgio e il Lussemburgo, che le ospitano, sembrerebbero grandi beneficiari. La terza: i contributi vengono ricalcolati in proporzione, in modo che i saldi di tutti i paesi sommino a zero.

Con questo metodo i nostri numeri per il 2024 coincidono con quelli pubblicati a novembre 2025 dall’istituto economico tedesco IW di Colonia. La stessa Commissione avverte che si tratta di un semplice esercizio contabile: misura i bonifici, e non quanto un paese guadagna dall’Unione.

Il caso del fondo post-Covid

Tutti questi saldi escludono NextGenerationEU, il fondo per la ripresa finanziato con debito comune, perché non passa dai contributi nazionali ma da prestiti presi sui mercati. Se lo si aggiunge, il quadro cambia, e per l’Italia si capovolge: secondo l’IW, nel 2024 era l’unico paese che versava più di quanto riceveva dal bilancio ordinario e riceveva dal fondo più di quanto le toccherà rimborsare. Come si fanno i due conti per l’Italia lo spieghiamo in Quanto paga l’Italia all’UE?

Secondo la Commissione, il debito di NextGenerationEU va rimborsato dal 2028 al 2058. Per il bilancio 2028–2034 propone di destinare al rimborso 24 miliardi l’anno e di introdurre nuove entrate proprie, tra cui una quota dei proventi del mercato europeo delle emissioni. A ottobre 2026 i governi negoziano ancora il nuovo bilancio su una bozza della presidenza irlandese.

Gli sconti, pagati anche dall’Italia

I grandi contributori hanno ottenuto per il 2021–2027 degli sconti fissi sui loro versamenti: 3,67 miliardi l’anno per la Germania ai prezzi del 2020, 1,92 per i Paesi Bassi, 1,07 per la Svezia, 0,57 per l’Austria, 0,38 per la Danimarca. Gli sconti non spariscono: li finanziano tutti gli Stati in proporzione al reddito, e il conto ricade sugli altri. Nel 2024 l’Italia ha versato così circa 1,1 miliardi in più, circa due terzi del suo contributo netto di quell’anno. La Commissione propone di abolire gli sconti dal 2028.

Che cosa il saldo non misura

Il bilancio europeo vale circa l’1% del reddito dell’Unione, e i suoi saldi sono piccoli rispetto alle economie che li pagano: il contributo netto tedesco del 2024 è lo 0,29% del reddito nazionale, quello italiano lo 0,07%. La Commissione stessa avverte che i benefici contabili misurati dai saldi coprono solo una piccola parte dei vantaggi dell’appartenenza all’Unione. Il più grande, il mercato unico, non passa dal bilancio; quanto valga per l’Italia lo stima Quanto paga l’Italia all’UE?

Chi paga di più è una delle domande più frequenti sui soldi europei, e la classifica che le risponde spiega poco. Per un paese come l’Italia, che vende agli altri paesi dell’Unione circa metà di tutto ciò che esporta, il conto che conta davvero è quello del mercato.

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Domande frequenti

Quali sono i contributori netti dell’UE?

Nel 2024 erano nove: Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Austria, Irlanda, Danimarca e Finlandia. Nel 2025, secondo i nostri calcoli sui dati pubblicati dalla Commissione a settembre 2026, si è aggiunta la Spagna. Gli altri diciassette paesi ricevono dal bilancio comune più di quanto versano.

Chi paga di più all’Unione europea?

La Germania, di gran lunga: 13,1 miliardi di euro di contributo netto nel 2024, 14,9 nel 2025, circa 157 e 178 euro a testa. Per abitante, nel 2025 i Paesi Bassi l’hanno raggiunta, con 179 euro. Seguono la Francia e l’Italia.

L’Italia è un contributore netto?

Sul bilancio ordinario sì: circa 1,6 miliardi nel 2024 e 3,3 nel 2025, terza dopo Germania e Francia. Contando le sovvenzioni del fondo post-Covid NextGenerationEU, invece, riceve più di quanto versa: nel 2024, secondo l’istituto tedesco IW, era l’unico paese in questa doppia posizione.

Chi riceve di più dal bilancio europeo?

In valore assoluto la Grecia nel 2024, con 3,5 miliardi netti, e la Polonia nel 2025, con 6,7 secondo i nostri calcoli. In rapporto al reddito nazionale in testa c’è la Lettonia, che nel 2024 ha ricevuto in netto il 2,6% del suo reddito nazionale lordo.

Che cosa sono gli sconti sui contributi?

Riduzioni fisse concesse per il 2021–2027 a cinque paesi che pagano molto: Germania 3,67 miliardi l’anno ai prezzi del 2020, Paesi Bassi 1,92, Svezia 1,07, Austria 0,57, Danimarca 0,38. Le finanziano tutti gli altri: l’Italia nel 2024 ci ha messo circa 1,1 miliardi. La Commissione propone di abolirle dal 2028.

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