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Chi è più forte: l’esercito della Russia o dell’Europa?

Sulla carta vince l’Europa: più soldati, più carri armati, più aerei, più soldi. La Russia vince in una cosa sola: combatte come un unico esercito.

Prima i numeri, uno accanto all’altro. Poi che cosa quei numeri gonfiano, da una parte e dall’altra, e dove il confronto si decide davvero.

I numeri, uno accanto all’altro (2026)

  • Soldati in servizio attivo: i membri europei della NATO circa 1,9 milioni senza gli Stati Uniti, di cui oltre 1,4 milioni nei paesi dell’UE. La Russia circa 1,3 milioni, con un obiettivo dichiarato di 1,5.
  • Carri armati: gli eserciti europei 6–7 mila, la Russia 5–6 mila in servizio attivo. Entrambe le cifre con un asterisco: una parte dei mezzi europei è datata, e i depositi sovietici che hanno sovvenzionato quattro anni di guerra sono ormai in gran parte vuoti.
  • Aviazione: vantaggio europeo netto. L’Europa da sola schiera un multiplo dei circa 4.200 velivoli russi di ogni tipo, senza contare gli Stati Uniti.
  • Marine: netta superiorità europea in superficie; la vera forza navale russa sta nei sottomarini.
  • Armi nucleari: l’unica voce con una superiorità russa schiacciante sull’Europa da sola: circa 5.459 testate contro le circa 515 franco-britanniche. Quelle americane sono altre cinquemila circa; per questo conta tanto chi regge l’ombrello sopra il continente.
  • Soldi: gli alleati europei hanno speso per la difesa oltre 574 miliardi di dollari nel 2025. La Russia ufficialmente circa 150 miliardi; in termini reali, secondo i servizi d’informazione tedeschi, l’equivalente di circa 250 miliardi di euro – con un’economia otto volte più piccola.

Che cosa gonfiano i numeri europei

La somma non è un esercito. Quel milione e novecentomila soldati serve in una trentina di eserciti, ognuno con il proprio stato maggiore, la propria logistica e il proprio parlamento che decide sull’impiego. Fino a pochi anni fa gli europei gestivano 178 sistemi d’arma diversi; gli americani 30. Una parte degli arsenali esiste soprattutto nelle tabelle, e le capacità di supporto che per decenni ha garantito l’America mancano quasi per intero.

Di quel 1,4 milioni, all’Italia spettano circa 165.500 militari in servizio attivo, Carabinieri esclusi; che cosa varrebbero lasciati a sé stessi è un’altra domanda.

Che cosa gonfiano i numeri russi

L’esercito russo del 2026 non è quello delle parate. Le stime occidentali parlano di 1,1–1,4 milioni di uomini messi fuori combattimento dall’inizio dell’invasione, tra cui diverse centinaia di migliaia di morti. I professionisti esperti sono stati rimpiazzati da reclute e detenuti, e nel 2026, per la prima volta dall’inizio della guerra, la Russia perde ogni mese più uomini di quanti ne arruola: oltre 30 mila contro circa 27 mila. L’economia gira in regime di guerra, con circa il 38% del bilancio federale destinato a difesa e sicurezza: un ritmo che alla lunga impoverisce il paese che lo tiene.

Dove la Russia è davvero avanti

Nelle cose che in tabella non entrano. Quattro anni di guerra vera hanno insegnato all’esercito russo un mestiere che nessun esercito europeo conosce sul campo: l’impiego di massa dei droni, la guerra elettronica, gli attacchi sistematici alle infrastrutture. La produzione di munizioni va avanti su tre turni, e in alcune voci supera già il consumo al fronte. E soprattutto: sull’impiego di tutte le forze russe decide un uomo solo in una sera, mentre una risposta europea nasce in una trentina di capitali.

Il verdetto

L’Europa è più forte nella somma; la Russia è più veloce a decidere e più pronta a combattere subito. Quale dei due fattori pesi di più dipende dalla durata del conflitto: per questo la pianificazione russa punta su colpi rapidi e limitati, e per questo la sicurezza europea dipende dal fatto che la somma impari a comportarsi come un insieme. Quanto costerebbe farcela senza gli americani – comando, capacità di supporto, soldi – sta già scritto in un’altra pagina.

La distanza tra somma e insieme è esattamente ciò che un continente unito cancellerebbe. Un pilastro europeo della NATO capace di muovere quel milione e novecentomila soldati come un corpo solo metterebbe davanti a Mosca l’avversario che i numeri di questa pagina descrivono già; e i piani costruiti attorno a colpi rapidi e limitati tornerebbero nel cassetto da cui sono usciti.

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Domande frequenti

Quanti soldati hanno l’Europa e la Russia?

I membri europei della NATO contano circa 1,9 milioni di militari in servizio attivo, di cui oltre 1,4 milioni nei paesi dell’UE. La Russia ne ha circa 1,3 milioni, con un obiettivo dichiarato di 1,5 milioni.

Quanti carri armati ha la Russia?

In servizio attivo circa 5–6 mila. Gli enormi depositi di epoca sovietica che hanno alimentato quattro anni di guerra sono in gran parte esauriti o in pessime condizioni. Gli eserciti europei ne schierano 6–7 mila, in parte datati.

In che cosa la Russia è più forte dell’Europa?

Nelle testate nucleari (circa 5.459 contro le circa 515 franco-britanniche), nell’esperienza della moderna guerra dei droni, nella produzione di massa di munizioni e nel comando: 1,3 milioni di soldati obbediscono a un’unica catena decisionale.

Quante perdite ha subito la Russia in Ucraina?

Le stime occidentali parlano di 1,1–1,4 milioni di uomini messi fuori combattimento dal 2022, tra cui diverse centinaia di migliaia di morti. Nel 2026 la Russia perde ogni mese più soldati di quanti riesce ad arruolarne.

Chi vincerebbe una guerra tra Russia ed Europa?

Un conflitto breve sarebbe rischioso per l’Europa, che decide lentamente in una trentina di capitali; uno lungo sarebbe insostenibile per la Russia contro un’economia otto volte più grande. Per questo i piani russi ruotano attorno a colpi rapidi e limitati.

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